Storia del Circolo dell'Acquasanta

Dalle origini alla seconda guerra mondiale – la scoperta dell’Acquasanta

Il-primo-stemma-del-Club“The Rome Golf Club” probabilmente già esisteva da qualche anno, i soci in prevalenza diplomatici inglesi ed americani, appassionati golfisti si adattavano a giocare sui prati delle ville romane: Villa Doria Pamphili, Villa Borghese, oltre ad un percorso fuori Porta San Giovanni.

Nel gennaio 1903, nel primo verbale disponibile (vedi), l’Assemblea dei Soci diede incarico a Mr. Arthur Flach nominato Hon. Captain di cercare i “links” adatti all’esigenza di avere un percorso adeguato alle loro esigenze.

L’Assemblea straordinaria del 28 novembre 1903, dopo aver valutato alcune alternative, ratifica la scelta proposta da Mr. Flach, i “links” sono all’Acqua Santa, terreni di proprietà dei Principi Torlonia. L’affitto concordato per il terreno ed un casale rustico, che sarà la prima club house è Lit 2.900 l’anno, per tre anni con la possibilità di rinnovo per altri sei, con beneficio delle rendite da pascolo e foraggio.

I “links” dell’Acquasanta erano particolarmente adatti ad ospitare un campo di golf. Con un panorama straordinario a 360 gradi: da una lato la vista dell’acquedotto Claudio, dall’altro il mausoleo di Cecilia Metella, sull’orizzonte di ponente la basilica di San Giovanni in Laterano e la cupola di San Pietro.

buca-18-club-e-1a-house-1934-WP_20150528_18_12_30_ProSede di una sorgente di acque minerali benefiche famose per le leggende sulla ninfa Egeria. Gli antichi edifici delle terme dell’Acquasanta costruiti nel XV secolo da papa Paolo V (oggi visibili sul lato destro della buca 1).
Il paesaggio lievemente collinare attraversato dal fiume Almone, su cui fiorivano leggende di mitologia dell’antica Roma, e dai suoi piccoli affluenti arricchivano il percorso di preziosi ostacoli naturali.

I pochi soci (poche decine nei primi anni) si riunivano in assemblea al consolato britannico od al consolato degli Stati Uniti. In seguito il luogo di ritrovo, anche per i “social events”, fu il Grand Hotel.

I verbali delle assemblee dei soci (annual genereal meeteing) erano scritti in Inglese e lo sarebbero stati fino al 1929.

Il Captain, sovraintendeva le attività sportive e sociali del Club, e il Presidente (un italiano, per regola di cortesia verso il paese) Il Marchese Vanni fu eletto per i primi tre anni.

Nei primi anni Mr. Arthur Flach – Captain, Mr. R.C.Young e Mr Hector De Castro si accollarono gli incarichi di honorary Secretary e honorary Treasurer del Club, dato il limitato numero di soci, le difficoltà economiche non macavano.

I soci negli anni si impegnarono a migliorare il percorso che fu di nove buche fino al 1912, con messa a dimora di nuove piante (olmi e pini marittimi) nel 1913, in virtù del maggior numero di soci e di giocatori, il Club amplia l’estensione del terreno in affitto dai principi Torlonia ed il “course” può essere portato a 18 buche.

la-2a-club-house-del-1924-nel-1934Il disegno del percorso fu subito indovinato ed è rimasto molto simile a quello dei nostri giorni ma con ordine delle buche invertito, data la vicinanza della prima club house, la partenza della prima buca era circa dove oggi si trova il tee della buca 10.

La stagione di gioco iniziava a ottobre e terminava a maggio, dopo la chiusura estiva, ogni autunno green e tee venivano riseminati, i fairway falciati una volta l’anno e aperti periodicamente al pascolo delle pecore che oltre al concimare procurava un reddito per il circolo.

La Grande Guerra, sconvolge l’Europa ed anche la vita sociale del circolo. Fino al gennaio 1923 il Club mise al bando i cittadini di nazioni ex- nemiche.

Dopo circa 20 anni, terminata la guerra, la situazione economica è in ripresa. Un sempre maggior numero di soci italiani si iscrive al Club.

Nel dicembre 1923, tenuto conto della più florida situazione economica, l’Assemblea delibera una raccolta di fondi circa Lit 100,000 per la costruzione di una nuova Club House (la seconda) costituita da un casale a fianco del primo.

Dal 1925 inizia la crescita del numero di soci italiani nel Comitato Direttivo del Circolo.

L’Assemblea del 23 aprile 1928 sancisce l’adesione del Club alla neo costituita Federazione Italiana Golf, in seno al CONI.

Nel 1929 viene costruito un impianto di irrigazione per i green di 9 buche.

Dal 1930 i Verbali delle Assemblee e tutti gli atti del Circolo iniziano ad essere scritti solo in italiano.
Negli anni trenta il circolo è ormai affermato nella società romana. Ha una buona situazione di bilancio, e si realizzano migliorie sul percorso con nuove piantumazioni.

il-course-negli-anni-'30Il prestigio dell’Acquasanta come primo Circolo d’Italia è confermato dall’elenco dei Soci del 1935 nel quale sono registrati i nomi di buona parte della nobiltà italiana e dei migliori intelletti stranieri ed italiani. I soci del circolo tesserti alla FIG passano da 113 nel 1934 a 146 nel 1939.

Nel 1938 viene inaugurata una nuova club house (la terza), su progetto dell’Arc. Pater. La piscina inaugurata nel 1940 tuttora in uso, divenne famosa per la sua acqua gelida che proveniva direttamente dalla sorgente di acqua minerale.

Il finanziamento fu trovato da Galeazzo Ciano, ministro degli esteri, che in quegli anni e fino alla seconda guerra mondiale, aveva adottato l’Acquasanta come una dependance del suo ministero. Luogo ideale e riservato, dove gli anglosassoni ed i loro simpatizzanti erano la maggioranza.

Le distruzioni della seconda guerra mondiale risparmiarono gran parte di Roma e del campo di golf anche se per far fronte alle esigenze alimentari della città, alcune buche dovettero essere trasformate in”orti di guerra” e seminate a grano.

Il 22 gennaio 1944 gli Alleati sbarcarono ad Anzio e la Wehrmacht occupò il Circolo ed il forte dell’Acquasanta. I tedeschi armarono un accampamento lungo la valle dell’Almone ma , ad onore del vero, rispettarono i green e non recarono danni alla club house.

Anche gli Spitfire ed i P-48 degli alleati risparmiarono l’accampamento. Fu poi chiesto ad alcuni piloti come mai non avessero bombardato quell’insediamento di tedeschi cosi visibile. Ridendo risposero: “Saremo stati matti a distruggere l’unico campo da golf di 18 buche a sud di Firenze!”.

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Dalle origini alla seconda guerra mondiale – la scoperta dell’Acquasanta Reviewed by on 16 giugno 2015 .

“The Rome Golf Club” probabilmente già esisteva da qualche anno, i soci in prevalenza diplomatici inglesi ed americani, appassionati golfisti si adattavano a giocare sui prati delle ville romane: Villa Doria Pamphili, Villa Borghese, oltre ad un percorso fuori Porta San Giovanni. Nel gennaio 1903, nel primo verbale disponibile (vedi), l’Assemblea dei Soci diede incarico

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